La psicologia positiva nel coaching: il modello PERMA, le forze VIA e cosa mostra la ricerca
La psicologia positiva nel coaching indica un approccio scientificamente fondato che non corregge i problemi ma sviluppa in modo mirato le forze e il benessere già presenti. Due strumenti ne formano la base:
- PERMA comprende cinque elementi misurabili del benessere: emozioni positive, coinvolgimento, relazioni, significato e realizzazione.
- Il test delle forze VIA assegna 24 forze del carattere a sei virtù e si compila in 10-15 minuti, senza costi aggiuntivi.
- Una meta-analisi di 24 studi mostra effetti medi sul benessere (g = 0,50) e sulla performance (g = 0,42).
- In Svizzera, atenei come l'Università di Zurigo offrono formazioni riconosciute in psicologia positiva.
Questo articolo mostra come combinare PERMA e VIA in un percorso di coaching in tre fasi, e cosa dimostra davvero la ricerca attuale.
Che cos'è la psicologia positiva?
La psicologia positiva è lo studio scientifico di ciò che fa fiorire le persone, invece di riparare soltanto ciò che non funziona. Martin Seligman coniò il termine nel 1998 come presidente dell'American Psychological Association. La sua tesi era semplice: per mezzo secolo la psicologia si era concentrata quasi esclusivamente su malattia, deficit e sofferenza. Il contraltare, la domanda su una vita ben riuscita, restava poco esplorato.
Questo cambio di prospettiva è decisivo per il coaching. Una conversazione orientata al deficit chiede: "Cosa va storto e come lo risolviamo?" Una conversazione basata sulle forze chiede: "Cosa funziona già e come ci costruiamo sopra?" La differenza sembra sottile ma trasforma l'intera dinamica di una seduta. I clienti che lavorano con le proprie forze si assumono più in fretta la responsabilità dei propri obiettivi.
La distinzione conta. La psicologia positiva non è abbellimento e nemmeno "pensa positivo". Non ignora i sentimenti negativi ma li colloca nel loro contesto. Lo stesso Seligman sottolinea che l'ottimismo si può imparare senza ignorare la realtà. È proprio questo radicamento a rendere l'approccio compatibile con un coaching serio.
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Cosa significa PERMA nel coaching?
PERMA indica un modello di cinque elementi che insieme compongono il benessere, e che nel coaching funge da mappa per il lavoro sugli obiettivi. Seligman lo presentò nel 2011 nel suo libro "Flourish". L'idea centrale: il benessere non si riduce a una sola misura come la soddisfazione di vita. È composto da cinque elementi distinti, ciascuno misurabile di per sé.
I cinque elementi in sintesi:
- P - Emozioni positive: gioia, gratitudine, fiducia. Non come stato permanente, ma come esperienza regolare.
- E - Coinvolgimento: l'immergersi completo in un'attività, spesso descritto come flow. Il tempo passa senza che ce ne accorgiamo.
- R - Relazioni: legami solidi con le altre persone. Il singolo predittore più forte di una vita appagata.
- M - Significato (Meaning): la sensazione di servire uno scopo più grande di sé.
- A - Realizzazione: competenza, progresso e raggiungimento di obiettivi per sé stessi.
Nel coaching, PERMA viene usato raramente come una lezione teorica. Funge da griglia diagnostica. Un cliente dice di sentirsi "in qualche modo esaurito" ma non sa indicarne la causa. Passare in rassegna i cinque elementi uno per uno rivela spesso uno schema chiaro: la realizzazione è alta, le relazioni sono sottili, il significato è scomparso. Questo dà al lavoro una direzione che "meno stress" non avrebbe mai potuto dare.
Come si misura PERMA concretamente?
Il PERMA Profiler è un questionario scientificamente validato di 23 item che rileva separatamente ciascuno dei cinque elementi. Un coach può usarlo all'inizio e alla fine di un processo e documentare così un cambiamento visibile. Questo sostituisce la vaga sensazione "sto meglio" con un percorso tracciabile. In pratica, il progresso diventa misurabile senza diventare clinico.
Cos'è il test delle forze VIA e come si usa?
Il test delle forze VIA è uno strumento sviluppato scientificamente che rende visibile la classifica individuale di 24 forze del carattere. VIA sta per "Values in Action". Christopher Peterson e Martin Seligman pubblicarono la classificazione nel 2004 dopo una rassegna pluriennale di tradizioni filosofiche e religiose di tutto il mondo. Il risultato è un catalogo che regge attraverso le culture.
Le 24 forze si suddividono in sei virtù principali:
- Saggezza: creatività, curiosità, capacità di giudizio, amore per l'apprendimento, prospettiva
- Coraggio: audacia, onestà, perseveranza, entusiasmo
- Umanità: gentilezza, capacità di legame, intelligenza sociale
- Giustizia: equità, leadership, spirito di squadra
- Temperanza: capacità di perdono, umiltà, prudenza, autoregolazione
- Trascendenza: senso del bello, gratitudine, speranza, umorismo, spiritualità
Il test comprende circa 96 domande e dura 10-15 minuti. È accessibile su viacharacter.org senza costi aggiuntivi, in più lingue. Il risultato è una classifica personale, dalla forza più marcata alla meno marcata.
Il vero valore non sta nel test ma nel lavoro che segue. Le prime cinque forze si chiamano "forze firma". Risultano autentiche alla persona e costano poca energia. Un cliente scopre per esempio che "curiosità" e "amore per l'apprendimento" sono in cima, anche se il suo lavoro richiede pura routine. Questo scarto spiega il suo esaurimento meglio di qualsiasi analisi dello stress.
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Come si combinano PERMA e VIA in un percorso di coaching?
PERMA e VIA si completano perché uno definisce l'obiettivo e l'altro mostra la via per raggiungerlo. PERMA rivela quale area del benessere è debole. VIA rivela quali risorse la persona porta con sé per cambiare proprio quell'area. In pratica, questo rientra in un chiaro percorso di tre sedute.
Seduta 1: fare il punto con PERMA
La prima seduta serve alla diagnosi. Il coach fa compilare al cliente il PERMA Profiler in anticipo e discute insieme il profilo. Invece di cercare subito soluzioni, questa seduta resta sulla comprensione. Quale elemento è alto, quale è basso? Dove sorprende il risultato? Un cliente con funzione dirigenziale può rendersi conto che la sua realizzazione è in cima mentre il suo coinvolgimento è al minimo. Riesce in tutto, ma non arde più per nulla.
Seduta 2: rendere visibili le risorse con VIA
Nella seconda seduta entra in gioco il test VIA. Il cliente porta la sua classifica di forze. Ora si tratta di un accoppiamento: quale forza in cima potrebbe essere impiegata in modo mirato per rafforzare l'elemento PERMA debole? Se il coinvolgimento è in disuso e "creatività" è in alto, emerge un'ipotesi concreta. Forse all'attività manca una parte creativa che la persona ha represso.
Seduta 3: azione e ancoraggio
La terza seduta traduce la consapevolezza in una piccola azione ripetibile. La ricerca la chiama "intervento sulle forze": la persona usa una forza firma ogni giorno in un modo nuovo. È uno degli esercizi meglio documentati della psicologia positiva. Il coach aiuta a dimensionare l'esercizio in modo realistico e lo ancora nella quotidianità del cliente. Alla fine non c'è un grande piano, ma una piccola abitudine che tiene.
Questo percorso è volutamente snello. Funziona nel coaching individuale così come in un programma di coaching strutturato su più settimane. Ciò che conta è l'ordine: prima la mappa (PERMA), poi le risorse (VIA), poi l'azione.
Il coaching basato sulle forze è basato su prove?
Il coaching basato sulle forze è basato su prove, anche se le dimensioni dell'effetto sono più modeste di quanto lasciasse intendere l'entusiasmo iniziale. I dati sono diventati più solidi e allo stesso tempo più sobri nel corso degli anni. È un segno di qualità, non un difetto.
La base spesso citata proviene dalla meta-analisi di Sin e Lyubomirsky del 2009. Ha valutato 51 studi e trovato un effetto medio sul benessere (r = 0,29) e sulla riduzione dei sintomi depressivi (r = 0,31) Fonte: Sin e Lyubomirsky, 2009. In parole semplici: gli esercizi funzionano, ma non sono una cura miracolosa.
Una meta-analisi recente del 2025 ha guardato specificamente al contesto lavorativo. Attraverso 24 studi ha trovato effetti medi e stabili nel tempo sul benessere soggettivo (g = 0,50), sul benessere psicologico (g = 0,46) e sulla performance (g = 0,42) Fonte: Social Sciences, 2025. Per la pratica del coaching la stabilità è particolarmente rilevante: i miglioramenti non sono svaniti dopo pochi giorni.
Per chi preferisce ancora più cautela, Donaldson e colleghi offrono un correttivo onesto. La loro meta-analisi di 22 studi ha trovato solo un piccolo effetto sui risultati lavorativi desiderabili (g = 0,25) Fonte: Donaldson et al., 2019. La verità sta tra questi valori. Il coaching basato sulle forze è efficace, ma l'effetto dipende fortemente da un'esecuzione pulita. È proprio qui che il mestiere si distingue dalla speranza.
Inoltre, Gallup offre un'osservazione pratica dalla vita lavorativa: secondo i suoi dati, le persone che usano le proprie forze ogni giorno sono circa sei volte più spesso coinvolte sul lavoro Fonte: Gallup. Non è una meta-analisi, ma coincide con il meccanismo che PERMA e VIA affrontano insieme.
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Cosa distingue la psicologia positiva dall'auto-aiuto?
La psicologia positiva si distingue dall'auto-aiuto per la sua verifica scientifica e il suo scetticismo verso le promesse rapide. I manuali di auto-aiuto vivono spesso di una sola idea accattivante e di aneddoti personali. La psicologia positiva richiede studi controllati, effetti replicabili e la rendicontazione aperta anche dei risultati deludenti.
La seconda differenza è l'umiltà di fronte ai limiti. Un buon coach basato sulle forze non promette una felicità permanente. Lavora con probabilità e piccoli passi verificabili. Quando un metodo mostra nella ricerca solo un piccolo effetto, questo non viene nascosto ma contestualizzato. Per i clienti svizzeri questa onestà è un ancoraggio di fiducia, perché qui l'understatement batte le grandi parole.
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Per i coach questo implica anche un confine chiaro con la terapia. La psicologia positiva integra, non sostituisce il trattamento delle malattie psichiche. Tracciare questo confine in modo pulito fa parte della cura professionale. Chi resta in scambio regolare con i colleghi, per esempio tramite la supervisione e l'intervisione, riconosce prima questi casi limite.
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Esistono formazioni in psicologia positiva in Svizzera?
Formazioni in psicologia positiva esistono in Svizzera a livello universitario, in primo luogo all'Università di Zurigo. Il suo istituto di psicologia conduce un programma universitario riconosciuto di formazione continua in psicologia positiva su due semestri Fonte: Università di Zurigo. La domanda è alta e le liste d'attesa non sono rare.
Accanto a questo, esiste un ampio panorama di fornitori privati che propongono moduli su resilienza e psicologia positiva. Qui uno sguardo attento alla qualità ripaga. Una certificazione riconosciuta e una base scientifica tracciabile sono i criteri decisivi. Una formazione formale con aggancio a un ateneo pesa di più sul mercato di un certificato del fine settimana senza esame.
Per la pianificazione previdenziale durante una tale formazione, un dettaglio svizzero è rilevante: gli indipendenti senza cassa pensioni possono versare fino a CHF 36'288 nel pilastro 3a nel 2026 e dedurlo fiscalmente Fonte: bsv.admin.ch. I coach che investono nella propria formazione dovrebbero conoscere entrambe le leve: la formazione stessa e il suo trattamento fiscale.
Come integrare la psicologia positiva nella tua offerta di coaching esistente?
Integri al meglio la psicologia positiva non vendendola come una nuova etichetta, ma intrecciandola come metodo pulito nel tuo lavoro esistente. La maggior parte dei coach lavora già intuitivamente in modo orientato alle forze. Il passo verso la psicologia positiva consiste nel sostituire quella sensazione di pancia con una griglia validata ed esercizi verificabili.
Un avvio pragmatico è così:
- Inizia con un solo strumento, non entrambi. Il test VIA è la partenza più accessibile perché è disponibile senza costi aggiuntivi e apre subito una conversazione.
- Costruisci un formato dal nome chiaro. Invece di "coaching" vendi per esempio uno "sprint delle forze" su tre sedute. Un nome rende l'offerta tangibile e prenotabile.
- Documenta il cambiamento. Un prima-e-dopo con il PERMA Profiler ti dà prove dell'effetto del tuo lavoro, da mostrare nei colloqui e sul tuo profilo.
- Assicura la qualità. Confrontati regolarmente con i colleghi e resta fedele alla ricerca seria.
È proprio qui che organizzare la tua offerta diventa il vero ostacolo. Un percorso di tre sedute ben pensato serve a poco se prenotazione, pagamento e accompagnamento tra le sedute sprofondano nel caos. Una piattaforma all-in-one per coach ti toglie esattamente questo attrito.
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L'attrattiva non è la tecnologia ma l'attenzione recuperata. Chi delega l'amministrazione libera la testa per ciò che è il cuore della psicologia positiva: l'incontro autentico con le risorse di una persona. Nell'elenco dei coach bondigoo, i clienti che cercano esattamente questo approccio orientato alle forze possono trovarti.
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